La carte de résidence

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Autore: Slimane Azem, Meziane Noureddine, Mohand Anemiche
Compositore: Assalou
Album: La carte de résidence
Anno di pubblicazione: 1979

La carte de résidence è interpretata da Slimane Azem in duo con il cantante e scrittore algerino Meziane Noureddine (1918-1999) ed è cantata in francese e in cabilo. Il brano rientra tra le canzoni algerine sull’esilio composte da migranti che dagli anni Sessanta sono partiti alla volta della Francia per lavorare in fabbrica. Lo stato francese, che riversava in condizioni disastrose dopo la seconda guerra mondiale, ha permesso, prima con un’ordinanza del 1947 e poi con gli Accordi di Évian del 1962, la libera circolazione di cittadini algerini sul suo territorio per ovviare alla mancanza di manodopera.
L’opposizione del cantante al colonialismo francese si ripresenta in questo brano, che viene scritto alla fine di un decennio (anni Settanta) in cui disoccupazione e razzismo dilagano in Francia. Nelle fabbriche vengono organizzate manifestazioni contro i licenziamenti di massa e per le strade sono numerose le proteste degli immigrati contro la discriminazione. Tra queste la più celebre è sicuramente la Marche pour l'égalité et contre le racisme (Marcia per l’uguaglianza e contro il razzismo) che ha avuto luogo tra ottobre e dicembre del 1983 da Marsiglia a Parigi. La marcia è nata come reazione alle violenze perpetuate dalla polizia francese nei confronti dei figli di immigrati che vivevano nelle case popolari del quartiere Minguettes, nella periferia di Lione. Si tratta della prima grande manifestazione organizzata dai ragazzi definiti issus de l’immigration, o anche Beurs, ovvero la seconda generazione di immigrati magrebini. La sfilata, che a Parigi raggrupperà più di 100.000 persone, porterà l’allora Presidente della Repubblica, François Mitterrand, a concedere un permesso di soggiorno della validità di dieci anni.
La carte de résidence, scritta quattro anni prima di questa marcia, denuncia proprio la mancanza di un documento che regolarizzi il soggiorno dei migranti sul territorio francese e sembra anticipare attraverso la musica ciò che la marcia dell’83 ha fatto per le strade del Paese.
L’autore racconta quello che si sentono dire i clandestini algerini in Francia, ovvero che i politici lavorano senza sosta per garantire loro un futuro migliore e che devono ritenersi fortunati se hanno un lavoro. Tuttavia queste persone si accorgono che è inutile cantare vittoria troppo presto, perché nella maggior parte dei casi queste promesse svaniscono: la tanto desiderata carte de résidence non arriva, i salari e le condizioni di lavoro sono pessimi, e loro continuano ad essere considerati come «diversi». I migranti clandestini magrebini sono anche chiamati harraga, parola di origine araba che significa «coloro che bruciano», e si riferisce all’atto di bruciare i documenti.
Oltre all’opposizione al colonialismo francese, sono presenti in questo brano altri due aspetti del pensiero di Azem che emergono anche nel testo di Algérie, mon beau pays: la situazione dei figli di immigrati algerini che vivono in Francia e l’amore per la terra natia. Infatti Slimane Azem verso la fine del testo comunica la necessità di molti migranti di scappare di nuovo, questa volta dalla Francia, dove non hanno trovato una vita migliore e dove non sono stati ben accolti, verso la loro patria. Non ci sarà quindi nessuna reminiscenza del loro periodo trascorso in Europa, nessun ricordo felice. L’Algeria, invece, viene descritta come un luogo in cui il sole splende incessantemente e dove ogni angolo permette di far riaffiorare alla mente di queste persone ricordi vividi della loro infanzia.
La canzone è stata reinterpretata dal duo francese Mouss et Hakim e inserita nel loro album Origines contrôlées del 2007. I due, figli di immigrati algerini, ritengono che il messaggio trasmesso dal testo della canzone sia ancora valido nel nuovo millennio, in un contesto in cui la disoccupazione, il razzismo e la mancanza di una legislazione in materia di migrazione sono questioni ancora dibattute e non risolte.

Originale

Traduzione

La carte de résidence

La carta di soggiorno

D’après ce qu’on nous annonce
Ça va dans un bon sens
Faut pas prévoir à l’avance
Avant d’avoir la réponse
Avant d’avoir la réponse
Au sujet d’la résidence

Da quello che ci dicono
Tutto va per il meglio
Non bisogna protestare in anticipo
Prima di avere la risposta
Prima di avere la risposta
Sulla questione della residenza

Γas ruh kan henni imanik
Yella weɣrum di tmurt ik
Γef lumur n temsaltik
Kul ass d les conférences
Kul ass d les conférences
Pour étudier tous les sens

Va’ e sta’ tranquillo
Hai un paese ricco
A cui porre i tuoi dubbi
Ci sono sempre conferenze
Ci sono sempre conferenze
Per analizzare ogni problema

C’est vraiment bien dommage
Le racisme et le chômage
Heureusement qu’il y a des sages,
C’est le prestige de la France
C’est le prestige de la France,
C’est la raison d’espérance

È proprio un gran peccato
Il razzismo e la disoccupazione
Per fortuna ci sono persone sagge,
È il fascino della Francia
È il fascino della Francia,
È il motivo che fa sperare

Anda tella lxedma iwaεren,
D l'immigré id tyettqabalen
Yerna s suma rxisen,
W eqern-as tu as de la chance
W eqern-as tu as de la chance
Mi tesεid la résidence

Ovunque ci sia un lavoro duro,
È il migrante che lo affronta
Con uno stipendio bassissimo,
E gli dicono: «ritieniti fortunato»
E gli dicono: «ritieniti fortunato»
Perché hai la carta di soggiorno

Toujours des conversations,
Le chômage, l’immigration
Après les négociations,
On attend qu’on nous annonce
On attend qu’on nous annonce,
Chaque fois ça recommence

Fanno sempre tanti discorsi:
La disoccupazione, l’immigrazione
Poi le trattative,
E noi aspettiamo che ci facciano sapere
E noi aspettiamo che ci facciano sapere,
Ma ogni volta si ricomincia da capo

Ac'hal ayagi i nesber
Γef tmurt aεzizen am laεmer
Ma yella lazem ad nsafer,
Ad zren la différence
Ad zren la différence
Ma yella ulac la résidence

È da molto che portiamo pazienza
In questo Paese che apprezziamo
Siamo stati costretti a scappare,
Ma saremo sempre diversi
Ma saremo sempre diversi
Se non abbiamo diritto al soggiorno

Le travail quand il est dur,
C’est pour l’immigré bien sûr
Avec la conscience pure,
L’ dévouement et les souffrances
L’dévouement et les souffrances,
Ça mérite la récompense

Quando un lavoro è duro,
È per l’immigrato di sicuro
C’è la pura consapevolezza,
Per la sua dedizione e sofferenza
Per la sua dedizione e sofferenza,
Che si merita una ricompensa

Nruh-ed ad nexdem cituh
Γaf wid aεzizen am arruh
Ma yella ilezmaɣ ad nruh,
Il faut subir les conséquences
Il faut subir les conséquences,
Y’aura plus de réminiscence

Siamo venuti qui per lavorare
Per le persone a cui teniamo molto
E se dobbiamo andarcene,
Ne subiremo le conseguenze
Ne subiremo le conseguenze,
Non ci sarà più reminiscenza

Après tout ça m’f’ra du bien de retourner chez les miens
Je suis un Africain, le Soleil en permanence
Le Soleil en permanence, pour moi ça a d’l’importance

Alla fine di tutto questo farei bene a ritornare dalla mia gente
Sono africano, dove il sole è incessante
Il sole incessante, per me è importante

S anda truh-ed yella yitij,
Di mkul tamurt yettfeǧiǧ
Rebi d ahnin yettfariǧ,
Idemn-aɣ amεic d'avance
Idemn-aɣ amεic d'avance,
Jusqu’à la fin d’l’existence

Ovunque vai c’è il sole,
Che illumina ogni paese
Dio, che è generoso e ci salva,
Ci dona la vita dal principio
Ci dona la vita dal principio,
Fino alla fine dell’esistenza

C’est avec grande joie
Qu’je vais rentrer chez moi
C’est normal chacun chez soi,
Souvenirs d’notre enfance
Souvenirs d’notre enfance
Avec toutes ces références

È con immensa allegria
Che ritorno a casa mia
Ognuno a casa sua come è giusto che sia,
I nostri ricordi d’infanzia
I nostri ricordi d’infanzia
Sono fitti di particolari

Tu sais bien qu’la Terre est ronde,
Le Soleil est pour tout l’monde
Il brille à travers les hommes
Grâce à la Providence
Grâce à la Providence
Qui domine toutes les puissances

Tu lo sai che la Terra è rotonda,
Il sole c’è in tutto il mondo
Brilla attraverso gli uomini
Grazie alla provvidenza
Grazie alla provvidenza
Che comanda su ogni forza

Mesdames, mesdemoiselles, messieurs,
Si j’dois vous dire adieu
Sachez bien que mes aïeux
Ont combattu pour la France
Ont combattu pour la France
Bien avant la résidence

Signore, signorine, signori,
Ora che devo dirvi addio
Sappiate che i miei avi
Hanno combattuto per la Francia
Hanno combattuto per la Francia
Molto prima del soggiorno

Mesdames, mesdemoiselles, messieurs,
Si nous devons vous dire adieu
Sachez bien que nos aïeux
Ont combattu pour la France
Sachez bien que nos aïeux
Ont combattu pour la France

Signore, signorine, signori,
Ora che dobbiamo dirvi addio
Sappiate che i nostri avi
Hanno combattuto per la Francia
Sappiate che i nostri avi
Hanno combattuto per la Francia